Le certificazioni E.S.E

Le certificazioni E.S.E

“Il Consorzio E.S.E. precisa che le modifiche apportate a quanto pubblicato in precedenza sono state richieste dal C.I.C. (Consorzio Italiano Compostatori)”, in relazione ad eventi a loro accaduti nel corso del 2013, non correlati all’attività svolta per il Consorzio E.S.E., ma che ne hanno pregiudicato il risultato finale.”

La certificazione di conformità allo standard E.S.E.

Il Consorzio E.S.E. ha l’obbligo di esercitare i controlli di conformità sui prodotti che le aziende Socie intendono certificare, affinché il marchio E.S.E. sia correttamente utilizzato, svolga efficacemente la sua funzione di garanzia di qualità e non produca inganno per il pubblico.

Per effettuare i controlli, il Consorzio si avvale di persone fisiche (ispettori consortili) ed Enti qualificati, esterni ed indipendenti (v. profilo SGS a seguire).

Il processo di certificazione si basa sui parametri di controllo del prodotto e di gestione del processo produttivo definiti dal Consorzio E.S.E. e ha luogo presso le unità di produzione di tutti gli associati, nella tempistica concordata con il Consorzio.

Durante il processo di certificazione viene verificata la rispondenza alle specifiche tecniche che lo standard E.S.E. prevede; nel caso delle cialde in carta sono specifiche geometriche, chimico-fisiche, sensoriali, funzionali e documentali; nel caso delle macchine per espresso sono specifiche di temperatura, di volume, di pressione, di spessore di crema, sensoriali, funzionali e documentali; per le macchine cialdatrici infine le specifiche riguardano i serving ottenuti.

Profilo SGS

Il Consorzio ha affidato a SGS l’esecuzione dei controlli di conformità allo standard E.S.E. sui prodotti dei Soci. Fondata nel 1878, SGS è leader mondiale nei servizi di ispezione, analisi, verifica, prova e certificazione di beni, servizi e sistemi.

Nel mondo ha 32.000 dipendenti ed un network di 1.200 uffici e laboratori in tutto il mondo.

In Italia, dove è presente dal 1915, lavorano più di 500 persone tra impiegati, consulenti e professionisti esterni; SGS opera come organismo indipendente di ispezione e verifica ed è strutturata in 8 linee di business/services:

  • agricoltural;
  • minerals;
  • oil gas & chemicals;
  • industrial;
  • environmental;
  • consumer testing;
  • systems & services certification;
  • trade assurance.

SGS website

La certificazione di compostabilità

La cialda di caffè in carta a standard E.S.E. (Easy Serving Espresso) ha iniziato il processo per ottenere la certificazione di compostabilità e biodegradabilità nell’autunno del 2010.

I positivi risultati dei test preliminari di disintegrazione e biodegradabilità consentono finalmente al Consorzio di approcciare il programma di certificazione di compostabilità vero e proprio.

La conclusione dell’iter è prevista per il mese di settembre 2012, quando sarà confermata la possibilità di smaltire la cialda di caffè in carta a standard E.S.E. insieme all’umido di casa.

La normativa di riferimento è quella per lo smaltimento degli imballaggi: UNI EN 13432:2002.

Visto che la UNI EN 13432:2002 non considera i “manufatti compositi” (come è definibile la cialda in carta, composta da un “contenuto” che sono i 7 grammi di caffè macinato e da due fogli di carta filtro che lo raccolgono e racchiudono), il Consorzio E.S.E. ha richiesto e ottenuto la creazione di una “certificazione volontaria per il manufatto cialda di caffè in carta”.

La certificazione volontaria avrà inizialmente validità europea. Ma l’obiettivo è l’estensione internazionale.

Hanno seguito passo dopo passo il processo verso la certificazione di compostabilità:

Stazione Sperimentale Carta Cartone e Paste per carta (SSCCP)

Per i test preliminari di biodegradabilità

Per biodegradabilità si intende: la determinazione della percentuale di mineralizzazione e della biodegradabilità di un prodotto in compost maturo.

Per decretare il buon risultato del test la biodegradabilità, il processo sul prodotto deve essere indicato da una curva che indichi una media del 90%, entro un massimo di 180 giorni (due cicli da 90 giorni cad.).

Il test per la determinazione della biodegradabilità di un prodotto, insieme al test di disintegrazione, consentono di determinarne la compostabilità.

Durante la fase iniziale del test sulle cialde di caffè in carta E.S.E., l’andamento della curva di biodegradabilità indicava una buona performance, nella media dei parametri.

Al 140° giorno (90 + 50) la curva di biodegradabilità indicava il raggiungimento dell’87% e confermava la biodegradabilità della cialda in carta a standard E.S.E.

Organic Waste System (OWS)

Per il ring test (ripetizione dei test incrociati)

L’esito positivo dei test preliminari sopra descritti, non hanno convinto tutti i soci torrefattori del Consorzio E.S.E., che hanno preferito effettuare verifiche e approfondimenti incrociati attraverso l’esecuzione di un ring-test.

Per incrociare con certezza assoluta i risultati dei test effettuati sulla campionatura di cialde di caffè in carta E.S.E. dal Consorzio Italiano Compostatori con quelli ottenuti da Organic Waste System (OWS) in Belgio sulla stessa campionature di cialde E.S.E., sono stati ripetuti tutti i test scambiando la campionatura tra C.I.C. e OWS.
L’esecuzione del ring test si è concluso con esiti positivi da parte di entrambi i certificatori.

Certiquality

Per la creazione della normativa pilota e l’accesso alla certificazione di compostabiità

Come anticipato nella “Premessa”, la normativa di riferimento per lo smaltimento degli imballaggi è una sola: la UNI EN 13432:2002.

Risulta che può solo considerare la carta che avvolge il caffè della cialda E.S.E. come un imballaggio (presenza di polipropilene superiore al 25%), ma non prevede la definizione di un prodotto/manufatto completo e a sé stante come la cialda di caffè E.S.E. (composta da caffè macinato e carta filtro alimentare che lo raccoglie e lo confeziona). In quest’ultimo caso il limite massimo di polipropilene ammesso dalla normativa è l’1%.

Visto che la UNI EN 13432:2002 non considera i “manufatti compositi” (v. “Premessa”), alla fine del 2011 il Consorzio E.S.E. ha formulato a C.I.C. e Certiquality la richiesta ufficiale di creare una “certificazione volontaria per il manufatto cialda di caffè in carta”, pur mantenendo inalterati tutti i dettami richiesti dall’unica norma di riferimento.

Tra gli inizi di gennaio e aprile 2012, C.I.C. e Certiquality hanno lavorano alla valutazione dei requisiti del “manufatto compostabile” E.S.E. e al perfezionamento del Documento Tecnico (DT).

Nel mese di aprile 2012 il Consorzio ha ottenuto il nulla osta dai due enti di certificazione coinvolti, che hanno confermato la possibilità di costruire una “normativa pilota” sullo smaltimento del “manufatto compostabile” E.S.E., ai quali appartiene la cialda di caffè in carta E.S.E., con particolare attenzione al trattamento del polietilene.

Si è avvalso dell’assistenza tecnica del Consorzio Italiano Compostatori (C.I.C.) per le prove di disintegrabilità.

Profilo Certiquality

La cialda di caffè in carta a standard E.S.E. verso la certificazione di compostabilità

La cialda di caffè in carta a standard E.S.E. (Easy Serving Espresso): il primo prodotto alimentare compostabile

Il Consorzio E.S.E. ha avviato l’iter per ottenere la certificazione di compostabilità e biodegradabilità.
La cialda di caffè in carta a standard E.S.E. si potrà smaltire insieme all’umido di casa.

Parigi, 16 maggio 2012 – Milano, 17 maggio 2012 – Il Consorzio E.S.E. annuncia il percorso verso la certificazione di compostabilità della cialda di carta E.S.E., di fatto il primo prodotto alimentare compostabile a larga diffusione. E racconta come è stato possibile accedere alla certificazione della cialda in carta a standard E.S.E.

“Non è stato semplice. Anche se nel mercato dei caffè espresso porzionati poteva sembrare quasi “naturale” contare sulla compostabilità della cialda in carta” – precisa Roberto Morelli, Presidente del Consorzio E.S.E. e Direttore Progetti Global Marketing di illycaffè – “Ci sono voluti quasi tre anni di analisi e test per affermare la compostabilità e biodegradabilità della cialda E.S.E. – E per arrivare oggi ad annunciare la creazione di un normativa pilota che consentirà la certificazione volontaria di compostabilità della cialda di caffè in tutta Europa”.

In generale, quando sono presenti, le certificazioni di compostabilità si riferiscono a produzioni limitate e “non-food”, quali: spazzolini da denti, pannolini, piatti e posate, shopper, contenitori e naturalmente packaging in materiale a base bio, totalmente riciclabile e rinnovabile. Ma anche se la parola “compostabile” non è ancora di uso comune tra i consumatori, in qualche caso è già utilizzata per definire prodotti, processi o iniziative che poco o nulla hanno a che vedere con la certificazione vera e propria.

La storia che vuole raccontare il Consorzio E.S.E., nasce anche dall’incontro con l’unica norma di riferimento sullo smaltimento, la UNI EN 13432:200, nella quale sono contemplati e regolati solo gli imballaggi. Visto che la UNI EN 13432:2002 non considera i “manufatti compositi” (come è definibile la cialda in carta, composta da un “contenuto” che sono i 7 grammi di caffè macinato e da due fogli di carta filtro che lo raccolgono e racchiudono), il Consorzio E.S.E. ha richiesto e ottenuto la creazione di una “certificazione volontaria per il manufatto cialda di caffè in carta”.

“Prevedere nuove applicazioni delle normative, pur mantenendone inalterati i dettami, può contribuire ad anticipare le esigenze e le richieste dei mercati – aggiunge Luca Bardi Direttore Ispezioni e Certificazione Prodotti di Certiquality – “perché sicuramente saranno sempre più diffusi i “manufatti compostabili” da smaltire, come la cialda di caffè in carta”.

Il Consorzio E.S.E. è un ambito precompetitivo internazionale (copre tutto il mondo: dall’Europa al Giappone, alle americhe) che vede operare insieme importanti torrefattori, che si integrano con grandi produttori di macchine per espresso e produttori di cialdatrici. I soci del Consorzio sono imprese concorrenti fra loro e con differenti vocazioni, ma che hanno un obiettivo comune: quello di continuare a sviluppare un mercato che, unico in ambito alimentare, in questi anni è cresciuto a doppia cifra sia come caffè porzionato che come macchine per caffè.

“Oggi possiamo dire che lo standard E.S.E. (o i formati E.S.E. compatibili) è il caffè porzionato più diffuso al mondo. E, nella variegata offerta dei sistemi di preparazione dell’espresso, quello più naturalmente predisposto alle emergenti attese di eco-sostenibilità” – conclude il Presidente Roberto Morelli – “Si tratta di un’ulteriore valore che offriamo ai consumatori, che come è sempre avvenuto per la scelta tra sistemi chiusi a capsule e il sistema aperto a cialde in carta E.S.E., sceglieranno l’opzione più affine ai loro gusti e stili di vita”.

Il Consorzio per lo Sviluppo e la Tutela dello Standard E.S.E. (Easy Serving Espresso)(*) è l’unica organizzazione al mondo che vede l’integrazione verticale tra torrefattori, produttori di macchine per espresso e di cialdatrici ed in questi anni ha affermato a livello mondiale lo standard E.S.E. come ‘unico standard industriale aperto’ grazie alle caratteristiche tecniche che rendono ogni cialda monodose di caffè in carta E.S.E. compatibile con tutte le macchine per espresso E.S.E.. Da qualche anno è l’unico comparto del settore alimentare che registra incrementi annuali a doppia cifra in valore e volumi, sia per i torrefattori che per i produttori di macchine per espresso. L’interesse verso il sistema E.S.E. si è concretizzato, nell’ultimo periodo, con l’adesione al Consorzio di un colosso della torrefazione giapponese come Uechima Coffee Company e la statunitense KitchenAid per il comparto del produttori di macchine per espresso.
Il sistema E.S.E. è rappresentato all’interno del Consorzio dai principali torrefattori internazionali e da aziende leader nella produzione di macchine per espresso. Un forte nucleo di aziende, libere concorrenti sul mercato, accomunate dalla volontà di affermare che i prodotti a marchio E.S.E. possono completare l’ampia gamma di offerta presente sul mercato dei sistemi di caffè porzionato.

Per ulteriori informazioni:
Paola Redaelli – redaelli@eseconsortium.com / paola.redaelli@cohnwolfe.com
Tel. +39+2+20239.1 – +39+3497665892
E.S.E. Consortium c/o Cohn & Wolfe
Via Benedetto Marcello, 63 – 20124 Milano


(*) Il Consorzio promuove un sistema di preparazione dell’espresso, denominato appunto sistema E.S.E., che utilizza il serving, ossia monodosi di caffè pressato tra due strati di carta filtro. Il Consorzio E.S.E. aggrega 13 tra le principali aziende coinvolte nel comparto del caffè espresso.
CAFES RICHARD (°) – DE LONGHI (+) – GROUPE SEB (+) – HANDPRESSO (+) – I.C.A.(•) ILLYCAFFE’ (°) – KITCHENAID (+) – KRAFT FOODS EUROPE (°) – LAVAZZA (°) – NESTLE’ HELLAS (°) – PHILIPS SAECO (+) – SARA LEE (°) – UESHIMA COFFEE CO. (°)
(+) macchine per caffè espresso (°) torrefattori (•) macchine per cialde